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Parchi di Mestre
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"foto Daniela Gerometta - inquadratura del nucleo originario di querce e carpinati"
 
 
Interventi effettuati
 

L'attuale evoluzione del bosco storico sembra orientare la composizione del bosco verso un carpineto con poca o nulla farnia. La grande densità unita all'aumentare dell'età degli alberi, ha portato ad un'elevata concorrenza tra le piante eliofile (che prediligono ambienti molto luminosi) delle quali fa parte la farnia.
La manutenzione iniziata nel novembre del 2008 ha avuto come obiettivo il mantenere e migliorare il querco-carpineto attuale attraverso un taglio selettivo che ne riducesse la densità stimolando così la ripresa dello sviluppo della farnia. Inoltre sono state create delle piccole radure (buche) per favorire l'irraggiamento solare del suolo stimolando così la ripresa del rinnovamento anche del sottobosco.

Per contrastare ed impedire il progressivo interramento delle bassure (depressioni palustri), aumentarne il valore ecologico e ripristinare la rete idraulica formata dai fossati si sono effettuati interventi di pulizia, rimodellazione delle sponde dei fossati e ricostituzione di habitat umidi. Inoltre il mantenimento nel tempo delle comunità idrofitiche (che prediligono ambienti ricchi d'acqua) prevede il loro sfalcio periodico con asporto del materiale sfalciato, in modo da evitare l'accumulo al suolo di sostanza organica, che a lungo andare porterebbe all'interramento. Inoltre sono state installate delle paratie mobili lungo i fossati che permettono di modulare la quantità d'acqua secondo le necessità.
Nel passato i prati rappresentavano la base foraggera della zootecnia e venivano quindi sottoposti a due-tre sfalci annuali e a regolare concimazione. In ambito planiziale i prati sono complessi seminaturali creati dall'uomo in seguito al taglio del bosco e il loro mantenimento nel tempo dipende strettamente dalla regolarità dello sfalcio. Quando lo sfalcio viene abbandonato i prati vanno incontro naturalmente al fenomeno della successione che porta, dapprima, alla dominanza di poche specie (generalmente graminacee) e quindi all'inarbustamento. Lasciando la comunità alla dinamica naturale, nel tempo, questa si trasforma nuovamente nel bosco. La conservazione dei prati presenti nel sito richiede quindi sfalci regolari.
Nei nuovi impianti (1990, 1998 e 1999) è stato effettuato un intervento di riduzione della densità degli individui con l'obiettivo di assecondare le dinamiche naturali del nuovo bosco.